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| .: I nuovi post del nostro Blog :. |
Comune di Montebelluna (TV) - Bando per collaboratori occasionali disoccupati E’ stato pubblicato ieri sulla home page del sito internet del Comune di Montebelluna - Treviso - il bando per la “Ricerca di collaboratori (precettori di prestazione a sostegno del reddito connesse con lo stato di disoccupazione e/o C.I.G.) per lo svolgimento di l ...
Commenti (0) | Letture (3) | .: Leggi il postComune di Montebelluna (TV) - Bando per collaboratori occasionali disoccupati E’ stato pubblicato ieri sulla home page del sito internet del Comune di Montebelluna - Treviso - il bando per la “Ricerca di collaboratori (precettori di prestazione a sostegno del reddito connesse con lo stato di disoccupazione e/o C.I.G.) per lo svolgimento di lavoro occasionale accessorio”. Il modulo di domanda deve essere consegnato entro il 16 agosto 2010.
Il bando si rivolge a cittadini italiani o di uno degli stati membri dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 anni (compiuti) e i 65 anni (non compiuti), in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo, che siano percettori di prestazioni di integrazione salariale (cassa integrazione guadagni) o di prestazioni connesse con lo stato di disoccupazione (disoccupazione ordinaria, mobilità, trattamenti speciali di disoccupazione).
L’ambito d’impiego è quello di “manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e lavori di emergenza o solidarietà” e di “lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti”. Ai collaboratori verrà richiesto l’espletamento di compiti semplici in occasione di eventi organizzati dal Comune di Montebelluna, come ad esempio collaborazione all’allestimento, relazioni con il pubblico, distribuzione di materiale informativo, riproduzione di atti e documenti, ecc) o per necessità collegate ad interventi di manutenzione e/o pulizia di aree verdi, edifici, strade, parchi o monumenti.
In base alle domande pervenute verrà predisposta una graduatoria che l’Amministrazione Comunale utilizzerà per l’affidamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio con l’obiettivo di consentire a ciascuna persona interessata di effettuare un centinaio di ore di lavoro all’anno.
Il pagamento delle prestazioni avverrà tramite buoni lavoro (cosiddetti voucher) del valore di € 10 lordi ciascuno (netti € 7,50) per ogni ora di lavoro svolto.
E’ possibile conoscere i dettagli del bando visitando il sito www.comune.montebelluna.tv.it.
Per qualsiasi informazione ci si può inoltre rivolgere al Servizio Risorse Umane (Tel. 0423/617 273 – 617 211) dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.00 e il mercoledì anche dalle 14.30 alle 18.00.
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| Fondazione Villa Benzi - Un progetto in memoria di Giuseppe Maffioli
Venticinque anni fa, il tre di giugno, moriva il protagonista della gastronomia e della cultura trevigiana.
Fondazione Villa Benzi Zecchini vuole ricordare Giuseppe Maffioli, grande uomo di teatro ed eccelso gastronomo che ha diffuso la cucina veneta nel mondo ...
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Venticinque anni fa, il tre di giugno, moriva il protagonista della gastronomia e della cultura trevigiana.
Fondazione Villa Benzi Zecchini vuole ricordare Giuseppe Maffioli, grande uomo di teatro ed eccelso gastronomo che ha diffuso la cucina veneta nel mondo.
Il teatro annesso alla Fondazione di Caerano di San Marco è a lui intitolato, e la Fondazione sta lavorando a un progetto di grande interesse per riportare alla memoria una figura così importante per la nostra terra. La realizzazione dell'evento, che probabilmente includerà degli spettacoli teatrali e delle cene a tema, è prevista per l'autunno del 2011. A tale proposito, chiediamo a tutti coloro che in qualche modo ne sono coinvolti di far conoscere alla Fondazione le loro esperienze legate al personaggio di Beppo Maffioli, per rendere la stesura del progetto il più possibile completa e appassionante.
Info: Fondazione Villa Benzi Zecchini - Via Montello, 61 - 31031 Caerano di San Marco (TV)
tel. 0423 650509 - info@villabenzizecchini.it - www.villabenzizecchini.it
Note biografiche:
Beppo Maffioli, nato a Padova e trasferitosi a Treviso con la madre dopo la separazione dei genitori, si era diplomato maestro elementare. Abitavano in Corso del Popolo e la casa era diventata un salotto intellettuale. Fu lì che Maffioli intraprese la carriera di gastronomo collaborando a uno dei primi periodici del settore, “La cucina italiana”, e spesso ne scriveva le dispense periodiche tutto da solo. Dopo alcuni anni di insegnamento, si scoprì la vocazione di attore. Lasciò la scuola e si consacrò al teatro dal quale ricavò molte soddisfazioni. Prima gli autori veneti, da Goldoni al Ruzante, in diversi ruoli, poi passò alla regia dirigendo attori come Tino Carraro, Cesco Baseggio, Lino Toffolo, la Benedetti e Toni Barpi.
Maffioli registrò grande successo con la sua commedia, andata in onda sulla radio, “Il Prete Rosso”, tre atti sulla vita di Antonio Vivaldi. Un altro radiodramma fu quello, ancora di successo e interpretato da Cesco Baneggio, su Papa Pio X, record di ascolti all’epoca. Dopo le varie esperienze teatrali in Italia, Il Beppo fu per anni regista della compagnia del Teatro Italiano di Pola, in Jugoslavia, un impegno che dovette lasciare a causa della malattia che lo affligeva e per le conseguenze della quale è morto, il diabete.
A casa sua era anche un teatro: certe volte le prove delle commedie da portare in scena si svolgevano nella grande veranda della villa Tre Camini, che si era fatto costruire a Dosson, vicino a villa Fianchetti. Una casa grande con molte stanze per gli ospiti, soprattutto una enorme libreria nel salone, rigoroso ed essenziale proprio com’era Maffioli.
Anche al cinema Beppo Maffioli fu un personaggi importante, se pure usato nei ruoli di caratterista. Basta ricordare il vociante e anarchico paralitico in carrozzina de “Il commissario Pepe” di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, il consulente gastronomico de “La grande abbuffata” di Ferreri, lo spretato deluso in “La moglie del prete” di Risi con la Loren e Mastroianni o il pacifico (a modo suo) missionario di “Africa Express” con Ursula Andress e Giuliano Gemma, la partecipazione a “Giordano Bruno” e “Attenti al buffone” di Giuliano Montaldo, “Bianco rosso e…” di Lattuada per citare i film più noti senza dimenticare il famoso e scandaloso “Caligola” di Tinto Brass.
Ma fu la gastronomia che lo identificò come protagonista indiscusso nel Trevigiano e anche fuori. Delegato dell’Accademia italiana della cucina, fondatore con Annibale Toffolo della rivista “Vin Veneto” (ora “Taste Vin”), ha scritto innumerevoli libri dedicati alla cucina, di cui fu mentore radiofonico in alcune rubriche, da Radio Venezia, veneta in particolare (trevigiana, padovana, vicentina),
anche per bambini, sui prodotti tipici trevigiani come il radicchio ad esempio, ha insegnato i segreti delle pentole e dei fornelli a generazioni di appassionati.
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| Lissa, 20 luglio 1866: per i Veneti, una vittoria da ricordare! 20 luglio, anniversario della battaglia navale di Lissa, per i Veneti una vittoria da ricordare!
"....deghe drento, Nino, che la ciapemo" così si rivolse l'ammiraglio Tegetthoff a Vincenzo Vianello da Pellestrina, capo timoniere della nave "F. Max" e, all'annun ...
Commenti (0) | Letture (45) | .: Leggi il postLissa, 20 luglio 1866: per i Veneti, una vittoria da ricordare! 20 luglio, anniversario della battaglia navale di Lissa, per i Veneti una vittoria da ricordare!
"....deghe drento, Nino, che la ciapemo" così si rivolse l'ammiraglio Tegetthoff a Vincenzo Vianello da Pellestrina, capo timoniere della nave "F. Max" e, all'annuncio della vittoria gli equipaggi veneti risposero lanciando i berretti in aria e gridando "Viva San Marco!!"
A Lissa il 20 luglio 1866 gli eredi della Serenissima (veneti, giuliani istriani e dalmati) ossatura della marina asburgica sconfissero clamorosamente la marina tricolore (che brillava per la rivalità tra le tre componenti, sarda, siciliana e napoletana) che tanto baldanzosamente aveva affrontato la battaglia, forte della propria superiorità numerica e bellica, e quel "navi di legno con equipaggi di ferro contro navi di ferro con equipaggi d legno" fotografa mirabilmente lo scontro navale.
Le sconfitte di Lissa e di Custoza caratterizzarono la III guerra di indipendenza dell'Italia. E il Veneto fu prima passato dall'Austria alla Francia e da questa "girato" ai Savoja proprio per rendere palese il "prestigio" internazionale del regno tricolore in quegli anni.
Per non parlare di quel plebiscito-truffa (21-22 ottobre 1866) attraverso il quale il Veneto venne annesso al Regno d'Italia che rimane negli annali della storia come una delle votazioni più truccate, e che si tenne, tra l'altro, due giorni dopo che il Veneto era già stato "passato" ai Savoia in una oscura stanza dell'Hotel Europa lungo il Canal Grande.
Ettore Beggiato
LISSA, 20 LUGLIO 1866, PER I VENETI UNA VITTORIA DA RICORDARE!
"NAVI DI LEGNO CON EQUIPAGGI DI FERRO
CONTRO
NAVI DI FERRO CON EQUIPAGGI DI LEGNO"
Lissa isola nel mare Adriatico è la più lontana dalla costa dalmata, conosciuta nell'antichità come Issa, più volte citata dai geografi greci. Fu base navale della Repubblica Veneta fino al 1797.
Il "fatal 1866" iniziò politicamente a Berlino con la firma del patto d'Alleanza fra l'Italia e la Prussia l'otto di aprile.
Il 16 giugno scoppiò la guerra fra Prussia e Austria e il 20 giugno con il proclama del re l'Italia dichiarò guerra all'Austria; la baldanza degli italiani fu però prontamente smorzata poche ore dopo (24 giugno) a Custoza ove l'esercito tricolore fu sconfitto dall'esercito asburgico (nel quale militavano i soldati veneti). Fra il 16 e il 28 giugno le armate prussiane invasero l'Hannover, la Sassonia e l'Assia ed il 3 luglio ci fu la vittoria dei prussiani a Sadowa. Due giorni dopo l'impero asburgico decise di cedere il Veneto alla Francia (con il tacito accordo che fosse poi dato ai Savoia) pur di concludere un armistizio. In Italia furono però contrari a tale proposta che umiliava le forze armate italiane e, viste le penose condizioni dell'esercito dopo la batosta di Custoza, puntarono sulla marina per riportare una vittoria sul nemico che consentisse loro di chiudere onorevolmente (una volta tanto) una guerra.
Gli italiani non potevano certo pensare di trovare sul loro cammino i Veneti, ossatura della marina austriaca.
La marina militare austriaca era praticamente nata nel 1797 e già il nome era estremamente significativo: "Oesterreich-Venezianische Marine" (Imperiale e Regia Veneta Marina). Equipaggi ed ufficiali provenivano praticamente tutti dall'area veneta dell'impero (veneti in senso stretto, giuliani, istriani e dalmati popoli fratelli dei quali non possiamo dimenticare l' attaccamento alla Serenissima) (1) e i pochi "foresti" ne avevano ben recepito le tradizioni nautiche, militari, culturali e storiche. La lingua corrente era il veneto, a tutti i livelli.
Nel 1849 dopo la rivoluzione veneta capitanata da Daniele Manin c'era stata, è vero, una certa "austricizzazione" : nella denominazione ufficiale l'espressione "veneta" veniva tolta, c'era stato un notevole ricambio tra gli ufficiali, il tedesco era diventato lingua "primaria". Ma questo cambiamento non poteva essere assorbito nel giro di qualche mese; e non si può quindi dar certo torto a Guido Piovene, il grande intellettuale veneto del novecento, che considerava Lissa l'ultima grande vittoria della marina veneta-adriatica. (2) (Ultima almeno per il momento aggiungo io: cosa sono 130 anni di presenza italiana in territorio veneto di fronte ai millenni della nostra storia, dell'autogoverno veneto ?).
I nuovi marinai infatti continuavano ad essere reclutati nell'area veneta dell'impero asburgico, non certo nelle regioni alpine, e il veneto continuava ad essere la lingua corrente, usata abitualmente anche dall'ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff che aveva studiato (come tutti gli altri ufficiali) nel Collegio Marino di Venezia e che era stato "costretto" a parlar veneto fin dall'inizio della sua carriera per farsi capire dai vari equipaggi. La lingua veneta contribuì certamente ad elevare la compattezza e l'omogeneità degli equipaggi; estremamente interessante quanto scrive l'ammiraglio Angelo Iachino (3) : " ... non vi fu mai alcun movimento di irredentismo tra gli equipaggi austriaci durante la guerra, nemmeno quando, nel luglio del 1866, si cominciò a parlare della cessione della Venezia all'Italia."
Né in terra, né in mare i veneti erano così ansiosi di essere "liberati" dagli italiani come certa storiografia pretenderebbe di farci credere. Pensiamo che perfino Garibaldi "s'infuriò perchè i Veneti non si erano sollevati per conto proprio, neppure nelle campagne dove sarebbe stato facile farlo!"(4).
La marina tricolore brillava solamente per la rivalità fra le tre componenti e cioè la marina siciliana ( o garibaldina), la napoletana e la sarda. Inoltre i comandanti delle tre squadre nelle quali l'armata era divisa, l'ammiraglio Persano, il vice ammiraglio Albini ed il contrammiraglio Vacca erano separati da profonda ostilità.
E la lettura del quotidiano francese "La Presse" è estremamente interessante:
"Pare che all'amministrazione della Marina italiana stia per aprirsi un baratro di miserie: furti sui contratti e sulle transazioni con i costruttori, bronzo dei cannoni di cattiva qualità, polvere avariata, blindaggi troppo sottili, ecc.Se si vorranno fare delle inchieste serie, si scoprirà ben altro".(5)
Si arrivò così alla mattina del 20 luglio.
"La Marina italiana aveva, su quella Austriaca, una superiorità numerica di circa il 60 per cento negli equipaggi e di circa il 30 per cento negli ufficiali. Ma il nostro personale proveniva da marine diverse e risentiva del regionalismo ancora vivo nella nazione da poco unificata e in particolare del vecchio antagonismo fra Nord e Sud." (6)
E così in circa un'ora l'abilità del Tegetthoff ed il valore degli equipaggi consentì alla marina austro-veneta (come la chiamano ancor oggi alcuni storici austriaci) di riportare una meritata vittoria. Le perdite furono complessivamente di 620 morti e 40 feriti, quelle austro-venete di 38 morti e 138 feriti (7).
La corazzata "Re d'Italia", speronata dall'ammiraglia Ferdinand Max, affondò in pochi minuti con la tragica perdita di oltre 400 uomini, la corvetta corazzata Palestro colpita da un proiettile incendiario esplose trascinando con se oltre 200 vittime.
E quando von Tegetthoff annunciò la vittoria, gli equipaggi veneti risposero lanciando i berretti in aria e gridando: "Viva San Marco" (8).
Degno di menzione è anche il capo timoniere della nave ammiraglia “Ferdinand Max”, Vincenzo Vianello di Pellestrina, detto “Gratton”, il quale agli ordini di Tegetthoff manovrò abilmente la nave per speronare ed afforndare l’ammiraglia “Re d’Italia”, guadagnandosi la medaglia d’oro imperiale assieme a Tomaso Penso di Chioggia.
Famoso è nella tradizione il comando che Tegetthoff diede a Vianello:
“ …… daghe dosso, Nino, che la ciapemo”. (9)
Alla fine, nonostante le sconfitte di Custoza e Lissa, il Veneto passò all'Italia.
E a Napoleone III, imperatore dei francesi, non resterà che dire riferendosi agli italiani:
"Ancora una sconfitta e mi chiederanno Parigi". (10)
E Giuseppe Mazzini su "Il dovere" del 24 Agosto 1866:
"E' possibile che l'Italia accetti di essere additata in Europa come la sola nazione che non sappia combattere, la sola che non possa ricevere il suo se non per beneficio d'armi straniere e concessioni umilianti dell'usurpatore nemico?"
Ettore Beggiato
Note :
1) A. Zorzi - La Repubblica del Leone - RUSCONI (pag. 550)
2) S. Meccoli - Viva Venezia - LONGANESI (pag. 122)
3) A. Iachino - La campagna navale di Lissa 1866 - IL SAGGIATORE (pag. 133)
4) D. Mack Smith - Storia d'Italia - LATERZA
5) Mario Costa Cardol - Và pensiero ....su Roma assopita - MURSIA (pag. 5)
6 e 7) A. Iachino - Storia Illustrata 06/1966 (pagg. 113-119)
8) Vedi anche A. Zorzi - Venezia austriaca - LATERZA (pag. 138)
9) Alberto Vedovato - Il Leone di Lissa cosa è legittimo fare - Quaderni del Lombardo-Veneto n. 48, Aprile 1999.
10) Mario Costa Cardol - Ingovernabili da Torino - MURSIA (pag. 349)
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| Visita a Solar City Linz - Austria L'associazione culturale ECOLOGIA di Montebelluna (TV) organizza un viaggio a Solar City presso Linz (Austria), con un tour sul Danubio in bicicletta, sosta e visita della città di Salzburg sulla via del ritorno.
Ecco il programma di massima:
Durata: due notti ( ...
Commenti (0) | Letture (80) | .: Leggi il postVisita a Solar City Linz - Austria L'associazione culturale ECOLOGIA di Montebelluna (TV) organizza un viaggio a Solar City presso Linz (Austria), con un tour sul Danubio in bicicletta, sosta e visita della città di Salzburg sulla via del ritorno.
Ecco il programma di massima:
Durata: due notti (tre giorni, compresi i viaggi).
Portare la bicicletta sulla macchina in modo da muoversi più agevolmente nelle visite.
Giovedì 29.07.2010 ore 6.00:
Partenza da Montebelluna con le auto.
Ore 14.00 Arrivo a Linz -Sistemazione in hotel e visita della città di Linz.
Venerdì 30.07.2010 - Tutta la giornata Visita a Solar City
Sabato 31.07.2010 - Tutta la giornata Tour sul Danubio in bicicletta
Domenica 01.08.2010 Ore 8.30 - Rientro
Ore 10.30 - Sosta e visita della città di Salzburg
sulla via del ritorno.
Ore 22.00 - Arrivo previsto a Montebelluna
Il pernottamento costa circa 35.00€ /notte a testa in camera doppia o matrimoniale.
I pasti avverranno durante gli spostamenti.
Se le conferme arriveranno per tempo (almeno sette giorni prima della partenza) è possibile tentare di prenotare l'hotel, altrimenti si andrà alla ventura senza prenotazione.
Per informazioni:
Giorgio Bedin
Tel 3482306616
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| PROVINCIA di TREVISO: Rinnovata la Convenzione Voucher per il Lavoro Estivo Coerente con il Percorso di Studi È stata rinnovata la convenzione del progetto “Voucher Giovani Studenti” proposto dalla Provincia di Treviso per favorire le aziende che, durante l’estate o nei weekend, assumono tramite voucher giovani studenti offrendo loro un lavoro coerente col percorso di stud ...
Commenti (0) | Letture (83) | .: Leggi il postPROVINCIA di TREVISO: Rinnovata la Convenzione Voucher per il Lavoro Estivo Coerente con il Percorso di Studi È stata rinnovata la convenzione del progetto “Voucher Giovani Studenti” proposto dalla Provincia di Treviso per favorire le aziende che, durante l’estate o nei weekend, assumono tramite voucher giovani studenti offrendo loro un lavoro coerente col percorso di studi. La Provincia aveva stanziato 100.000 euro da erogare come finanziamento alle aziende che rispettavano i requisiti. La convenzione è stata rinnovata fino al 30 settembre 2010 o fino a esaurimento fondi.
La convenzione proposta dall’Amministrazione Provinciale è stata sottoscritta anche da Veneto Lavoro, Inps di Treviso, Inail di Treviso, Direzione Provinciale del Lavoro, Unindustria, Confartigianato Marca Trevigiana, CNA Treviso, Casartigiani, Unascom-Confcommercio Treviso, Confesercenti, Ordine professionale dei Consulenti del Lavoro, Ass. Nazionale dei Consulenti del Lavoro, Cgil, Cisl, Uil.
Il provvedimento è inserito nel Piano Provinciale del Lavoro tra le misure di politiche attive. Riguarda studenti delle scuole superiore o di corsi universitari di max 25 anni.
Le prestazioni occasionali di lavoro accessorio effettuate nel periodo estivo da destinare alle aziende che assegneranno voucher devono avere i seguenti requisiti:
1) Coerenza tra il percorso di studi del giovane studente e l’ambito lavorativo nel quale viene inserito (la coerenza sarà valutata da un’apposita commissione tecnica istituita dall’Amministrazione Provinciale).
2) Durata minima di 150 ore complessive di prestazione lavorativa.
3) Nessun grado di parentela fino al terzo grado tra lo studente e il titolare d’azienda.
Lo stanziamento prevede un rimborso all’azienda pari al 50% del costo del lavoro sostenuto e comunque per una somma non superiore a 1.000 euro per ciascun patto.
Se un’azienda presenterà più richieste, quelle successive alla prima saranno prese in esame dopo la concessione del finanziamento a tutti i primi patti di avvio pervenuti entro il 30 settembre 2010, a seconda della disponibilità del fondo.
Per tutte le informazioni: Centro per l’Impiego della Provincia di Treviso, 0422 656 472 – cpi.treviso@provincia.treviso.it
Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/cyEfvK
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