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| Fondazione Villa Benzi - Un progetto in memoria di Giuseppe Maffioli |
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Venticinque anni fa, il tre di giugno, moriva il protagonista della gastronomia e della cultura trevigiana.
Fondazione Villa Benzi Zecchini vuole ricordare Giuseppe Maffioli, grande uomo di teatro ed eccelso gastronomo che ha diffuso la cucina veneta nel mondo.
Il teatro annesso alla Fondazione di Caerano di San Marco è a lui intitolato, e la Fondazione sta lavorando a un progetto di grande interesse per riportare alla memoria una figura così importante per la nostra terra. La realizzazione dell'evento, che probabilmente includerà degli spettacoli teatrali e delle cene a tema, è prevista per l'autunno del 2011. A tale proposito, chiediamo a tutti coloro che in qualche modo ne sono coinvolti di far conoscere alla Fondazione le loro esperienze legate al personaggio di Beppo Maffioli, per rendere la stesura del progetto il più possibile completa e appassionante.
Info: Fondazione Villa Benzi Zecchini - Via Montello, 61 - 31031 Caerano di San Marco (TV)
tel. 0423 650509 - info@villabenzizecchini.it - www.villabenzizecchini.it
Note biografiche:
Beppo Maffioli, nato a Padova e trasferitosi a Treviso con la madre dopo la separazione dei genitori, si era diplomato maestro elementare. Abitavano in Corso del Popolo e la casa era diventata un salotto intellettuale. Fu lì che Maffioli intraprese la carriera di gastronomo collaborando a uno dei primi periodici del settore, “La cucina italiana”, e spesso ne scriveva le dispense periodiche tutto da solo. Dopo alcuni anni di insegnamento, si scoprì la vocazione di attore. Lasciò la scuola e si consacrò al teatro dal quale ricavò molte soddisfazioni. Prima gli autori veneti, da Goldoni al Ruzante, in diversi ruoli, poi passò alla regia dirigendo attori come Tino Carraro, Cesco Baseggio, Lino Toffolo, la Benedetti e Toni Barpi.
Maffioli registrò grande successo con la sua commedia, andata in onda sulla radio, “Il Prete Rosso”, tre atti sulla vita di Antonio Vivaldi. Un altro radiodramma fu quello, ancora di successo e interpretato da Cesco Baneggio, su Papa Pio X, record di ascolti all’epoca. Dopo le varie esperienze teatrali in Italia, Il Beppo fu per anni regista della compagnia del Teatro Italiano di Pola, in Jugoslavia, un impegno che dovette lasciare a causa della malattia che lo affligeva e per le conseguenze della quale è morto, il diabete.
A casa sua era anche un teatro: certe volte le prove delle commedie da portare in scena si svolgevano nella grande veranda della villa Tre Camini, che si era fatto costruire a Dosson, vicino a villa Fianchetti. Una casa grande con molte stanze per gli ospiti, soprattutto una enorme libreria nel salone, rigoroso ed essenziale proprio com’era Maffioli.
Anche al cinema Beppo Maffioli fu un personaggi importante, se pure usato nei ruoli di caratterista. Basta ricordare il vociante e anarchico paralitico in carrozzina de “Il commissario Pepe” di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, il consulente gastronomico de “La grande abbuffata” di Ferreri, lo spretato deluso in “La moglie del prete” di Risi con la Loren e Mastroianni o il pacifico (a modo suo) missionario di “Africa Express” con Ursula Andress e Giuliano Gemma, la partecipazione a “Giordano Bruno” e “Attenti al buffone” di Giuliano Montaldo, “Bianco rosso e…” di Lattuada per citare i film più noti senza dimenticare il famoso e scandaloso “Caligola” di Tinto Brass.
Ma fu la gastronomia che lo identificò come protagonista indiscusso nel Trevigiano e anche fuori. Delegato dell’Accademia italiana della cucina, fondatore con Annibale Toffolo della rivista “Vin Veneto” (ora “Taste Vin”), ha scritto innumerevoli libri dedicati alla cucina, di cui fu mentore radiofonico in alcune rubriche, da Radio Venezia, veneta in particolare (trevigiana, padovana, vicentina),
anche per bambini, sui prodotti tipici trevigiani come il radicchio ad esempio, ha insegnato i segreti delle pentole e dei fornelli a generazioni di appassionati.
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| Postato il 21/07/2010 22:08:25 | |
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