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Antonio Balestra: pittore del settecento

Antonio Balestra: biografia

Antonio Balestra: Sguardi sullo splendente Settecento

Antonio Balestra è stato un prolifico e importante pittore e incisore italiano.

Figlio di Francesco Balestra, nasce a Verona il 12 Agosto 1266. Viene avviato agli studi letterari presso i Padri Gesuiti dagli “onesti e ricchi, e piucchè civili genitori” finché la passione per il disegno non lo induce prima ad apprendere la prospettiva dal coltissimo Francesco Bianchini, poi a recarsi a Venezia dal celebre Antonio Bellucci.

Antonio Balestra, pittore e incisore, nel 1691 si trasferisce da Verona, sua città natale, a Roma, dove diventa allievo di Carlo Maratta. Trascorre quattro anni fondamentali per l’orientamento classicista della sua formazione che per sempre lo distingue dagli artisti veneti a lui contemporanei. Nel viaggio di ritorno verso Verona, si ferma a Bologna “per goder almeno di un’occhiata l’opere insigni”.

Lo stile di Antonio Balestra

In uno stile connotato da un classicismo moderato da arcadiche dolcezze, seppe interpretare in modo personale il Rococò dipingendo, nella sua città, numerose tele di soggetto sacro e tele per i palazzi di nobili famiglie. Dopo un intenso periodo di lavoro a Verona si trasferisce a Venezia dove risulta iscritto alla Fraglia dei pittori nel 1718.

Intensi sono i rapporti di lavoro con l’elettore di Magonza, Franz Lothar von Schönborn, per il quale dipinse una serie di Favole. Questa preferenza, cambia il movimento artistico delle consuete scene mitologiche e rivela lo stile arcadico settecentesco. Dopo un quinquennio di lavori su commissione sia sacri sia per i nobili dell’epoca, Balestra è a Verona per lavorare alle due tele commissionate dai monaci cassinesi con le storie di San Paolo d’Argon: “Storie di S. Gregorio Magno”.

La notorietà a Venezia

La notorietà a Venezia gli viene riconosciuta con “L’Annunciazione” per la chiesa degli Scalzi, che rivela una straordinaria capacità compositiva e un nuovo uso del colore. Negli stessi anni dipinge anche due tele per la Scuola Grande del Carmine, altre due per la Scuola Grande della Carità e due interessanti dipinti inviati a Verona, il “San Giovanni Battista nel deserto” e un’altra” Annunciazione”, simile a quella dipinta per Venezia ma in cui si rivela un uso dei colori in stile rococò.

Importanti per la sua carriera furono anche le commissioni delle più importanti famiglie nobili veneziane, tra cui i Barbaro e i Barbarigo, per i quali dipinge a fianco dei maggiori artisti veneziani dell’epoca, Ricci e Piazzetta

Lodate dal Pasta (1775) sono le tele: “Ester” e “Abigail” nella chiesa di S. Alessandro in Colonna delle quali esistono dei bozzetti in collezioni private.

L’artista si mosse subito su due fronti, quello della committenza ecclesiale e quello della committenza pubblica, facendosi conoscere e apprezzare da entrambe le parti sia a Venezia che a Verona. Lo studio presso Maratta lo orientò ben presto verso uno stile accademico e classicista, seguito da molti degli artisti veronesi.

Antonio Balestra muore sempre a Verona il 21 aprile 1740. Numerosa è la sua eredità artistica composta da pale e tele in numerose chiese italiane e varie tele nei musei del mondo fra cui il Ball State Museum of Art (Indiana) e il National Gallery of Art ( Washington).

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