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Ebola virus
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Ebola

Ebola, il virus come si trasmette?

Ebola è un virus che si diffonde rapidamente. Come si trasmette e quali sono i sintomi del virus sono domande che tutti si fanno.  Nessun caso in Italia, ma in Veneto c’è allarme, sopratutto tra il personale medico ed i sindaci.

Virus Ebola –  Come si trasmette

Il virus Ebola è stato segnalato per la prima volta dopo l’epidemia di febbre emorragica scoppiata nel sud del Sudan nel giugno 1976 ed in Congo Zaire nell’agosto 1976. Prende il nome da un fiume che scorre nel nord del Congo. Il virus Ebola si trasmette per contagio diretto, ed il contagio può avvenire solo quando il virus si è già manifestato e non nel periodo di incubazione.

Ebola non si trasmette per via aerea, ma attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta, e solo quando questa presenta già i sintomi della malattia. Fluidi corporei dunque, ma quali esattamente? I fluidi più pericolosi sarebbero la saliva, (67%), il latte materno (100% dei campioni), sangue proveniente dal naso (100%), lacrime (100%), sperma (50%) e feci (50%). La pelle è risultata contenere il virus solamente nel 13% dei casi, mentre urine, vomito, espettorato (catarro) e il sudore, non sono risultati contenere una carica virale rilevabile. Le probabilità di venir contagiati accidentalmente con una stretta di mano o toccando oggetti manipolati da un malato sembrano quindi molto scarse.

Sintomi

Sintomi dell’Ebola

Ebola in Veneto

Ebola non registra nessun caso in Veneto. Molte però le persone poste in quarantena in via precauzionale. Come recentemente un missionario saveriano, don Antonio Senno, 70 anni, originario di Lusia (Rovigo), “costretto” a stare a casa dal sindaco di Barbona (Padova), dopo il suo ritorno dalla Sierra Leone. “Mi hanno fatto sentire un lebbroso” dice don Antonio. “Sono stato messo ai domiciliari, mi hanno chiamato dal tribunale, poi è arrivata una “comunicazione del sindaco”.

Ebola – Ordinanze dei sindaci

Il virus Ebola, nonostante le segnalazioni  siano diminuite, mette in allarme i sindaci. Molti sindaci, dopo Massimo Bitonci, si stanno convincendo a seguire il sindaco della città di Padova che ha previsto il divieto di dimora ai profughi ed extracomunitari senza certificato medico. L’esempio del sindaco padovano Bitonci ha convinto anche Gianluca Forcolin, ex deputato e primo cittadino di Musile di Piave.  Dopo Musile di Piave si stanno adeguando anche il sindaco di Cittadella e il sindaco di San Giorgio in Bosco.

A Padova la Giunta sta preparando una ordinanza che mira a non accettare sul territorio chi è privo di documento di identità. In caso di fermo ci sarà l’obbligo di sottoporsi a controllo medico per accertare le condizioni sanitarie, soprattutto in relazione alla eventuale presenza di malattie infettive.

Ebola  – Sanitari a rischio

Ebola espone i medici ed infermieri ad un alto rischio. L’Usl 20 di Verona, ad esempio, ha reagito inoltrando una circolare a tutti i medici di famiglia. Si raccomanda in presenza di sintomi paragonabili a quelli di Ebola (febbre alta, vomito e cefalea) di mantenersi ad almeno un metro evitando di toccare il paziente.

Nel caso la diagnosi di ebola fosse confermata, il paziente sarà inviato ai due ospedali di riferimento nazionale, lo «Spallanzani» di Roma e il «Sacco» di Milano. Allo scopo di trasferire il malato in sicurezza in collaborazione con le Prefetture, la Regione Veneto acquisterà cinque camere mobili di isolamento, da mettere a disposizione degli ospedali di Padova, Venezia, Verona, Treviso e Vicenza. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) il vaccino sarà pronto entro giugno 2015.

Ebola – Le risposte del Ministero della Salute

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