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nelle Alpi (anche) Bellunesi!

MAMMA LI TURCHI
nelle Alpi (anche) Bellunesi!

Secondo certi studiosi, i Turchi definivano “nero” ciò che, andando da est verso ovest, si trovava  a destra del loro percorso, e “bianco” ciò che si trovava a sinistra. Abbiamo, perciò, nella sola Turchia, per non parlare di altri paesi turcofoni, ben 1022 toponimi con “kara” (nero) e ben 400 toponimi con “ak” (bianco), tra cui un  “Karadeniz” (Mar Nero) e un “Akdeniz” (Mar Bianco ovvero Mar Mediterraneo), 5 “Karaçay” (Rionero) e 8 “Akçay” (Riobianco), 10 “Karasu” (Rio/ruscello/fiume nero) e 22 “Aksu” (Rio/ruscello/fiume bianco), 17 “Karadere” (Torrentenero) e 11 “Akdere” (Torrentebianco), 6 “Karadağ” (Montene/g/ro) e 8 “Akdağ” (Montebianco), e per finire 41 “Karaköy” (Villaggionero) e 16 “Akköy” (Villaggiobianco).

Tra questi teniamo a citare anche il famoso quartiere  “Karaköy” (Villaggionero) di Istanbul che avendo tanti quartieri chiamati “köy” (villaggio) possiamo considerarla quasi quasi una città di villaggi.

Non solo. Nella parte est e sudest dell’Anatolia, per qualche secolo, fino al circa 1500, c’erano pure due Stati turchi, chiamati, uno di “Pecora Nera” o “Montone Nero) (Karakoyunlu), uno di “Pecora Bianca” (o: Montone Bianco) (Akkoyunlu).

La serie di simili toponimi pare continui pure in Italia,  proprio nelle Alpi (bellunesi) con due villaggi, chiamati “Caracoi” (Villaggionero) (Agoin e Cimai) che, secondo quanto abbiamo letto in alcune fonti, dovrebbero i loro nomi ai Turchi.

Ma cosa facevano i Turchi nelle Alpi bellunesi?  Ecco in sintesi cosa dicono tali, pur pochissime, fonti:

  1.  Sorge Giuseppe:
  •   Sono ancora “turchi” due villaggi tra i monti dell’alto Agordino. Gli abitanti discendono probabilmente da prigionieri della “Serenissima”. Hanno lineamenti orientali ma parlano bellunese …

“All’altezza del Santuario di Santa Maria delle Grazie …. Caracoi Agoin, a poche centinaia di metri,  Caracoi Cimai …. I due villaggi rappresentano un capitolo inedito nella storia della vallata e … costituiscono,  l’unica testimonianza  di una minoranza etnica che ancora sopravvive alle vicende di secoli di storia.

Il nome di “Caracoi” – che in lingua turca significa per l’appunto “villaggio nero” – lascia intendere di quale minoranza si tratta; resta comunque un mistero come dal lontano oriente i turchi siano approdati alle pendici delle montagne dolomitiche…. la tradizione popolare offre della singolare presenza una spiegazione convincente: I due villaggi  sono stati costruiti da prigionieri turchi, relegati in questi luoghi dalla Repubblica Veneta e costretti a lavorare nei boschi demaniali o nelle miniere di ferro ……. Sono scesi, poi, in parte, a Venezia … I volti della gente – è proprio questa la sorpresa – sono decisamente “orientali”, più validi ed inoppugnabili di qualsiasi documento storico. Non resta che attendere una ultima sorpresa, quella della lingua. E invece no… un dialetto veneto, anzi agordino ….

  •  Il villaggio Caracoi si è certamente formato nel 1500… (Gli antichi villaggi della montagna di Bramezza (C.A.I, Sezione Agordina, Bramezza, Adunanza 1987, redazioni di G.Sorge, G.B.Pellegrini, pp. 6-7).
  •    Caracoi Agoin (caracogn agoin), frazione sopra Le Grazie. Caracoi Cimai, villaggio sopra Pezzè. Dovrebbe essere stata Caracoi Mattapan, la den. moderna “cimai” da “cima” ……..

(Pellegrini G.B., “I nomi locali del medio ed alto Cordevole, Roma-Bolzano, Firenze, 1948, p.120-121) in  “Dizionario Toponomastico Atesino, diretto da Carlo Battisti, vol.III. cap.4, pp.120-121):

A nostro avviso,  se vogliamo capire meglio l’origine dei nomi di due villaggi, dovremmo prenderli in considerazione non come “Caracoi Agoin” e “Caracoi Cimai” ma soltanto come “Caracoi” e “Agoin”. In tal caso forse possiamo spiegare anche la deformazione o la trasformazione da essi subita nel corso dei secoli passando da “Karakoyun” (pecoranera/montonenero)  e  “Akkoyun” (pecorabianca-montonebianco) a “Caracogn” che diventa “Caracoi” e a “Agoin”. E poi come dice il Pellegrini “Cimai” deriva da “cima” e quindi recente.

Un altro caso curioso ci viene offerto dal nome sempre della stessa catena montuosa “Alpi”.   Alcune fonti italiane che abbiamo consultato danno le seguenti spiegazioni non troppo  convincenti:

  •   E. Levi, Vocabolario etimologico della Lingua Italiana, Livorno, 1914, p.12.

alpe. V. albo. p.10. albo ……alpe (che biancheggia per neve)….

  •  F. Palazzi. Novissimo Dizionario della Lingua Italiana, Milano, 1969. p.55. “alpe…:  montagna alta….
  •  G.Devoto-G.C.Oli, Dizionario della Lingua Italiana, Firenze, 1971, p.85: “alpe”

Le Alpi, il sistema montuoso …. parola mediterranea che significa “pietra”.

Un’altra fonte, il cui nome ora ci sfugge, recitava, per “Alpi”,“nome di origine sconosciuta”.

Invece la parola “alp”, che ricorre anche nelle iscrizioni di 1300 anni fa, nell’Asia Centrale,  significa, in lingua turca, “eroe, coraggioso, prode”, quindi un personaggio di alto rango,  come registrato in quasi tutti i dizionari  Non solo. L’enciclopedia “Meydan-Larousse” pubblicato in Turchia nel 1969 (vol.I.,p.370),  dava, tra gli altri significati, anche questo: alp ………. “alto”. E quest’ultimo significato concorda con quello dato dal Palazzi e meglio s’addice alla notissima catena montuosa.

Se è vera anche questa presunta spiegazione etimologica possiamo supporre che i Turchi  nelle Alpi c’erano stati non solo nel 1500 d.C. ma molto prima visto che pure i Latini  chiamavano “Alpi” tale catena montuosa, senza dare un senso al nome.

Quanto ad alcune curiosità che abbiamo notato di persona parlando con alcuni degli  abitanti di Caracoi riferiamo quanto segue:

  •     Durante l’intervista fatta negli anni ’80 al proprietario del  bar “Caracoi”, a Venezia,vicino a Piazzale Roma, lui mi aveva chiesto:

-Noi di Caracoi, quasi tutti, facciamo i pasticcieri, senza fare pasticci. Cosa fanno gli

abitanti di Caracoi in Turchia?

Ecco la mia risposta:

-Di Caracoi (o: Karaköy) in Turchia ce ne sono tanti e quindi gli abitanti fanno tutti i

lavori, sperando che non ne facciano di tutti colori

  •     Uno degli abitanti  di Caracoi che abbiamo conosciuto proprio a Caracoi nell’estate del

1967 fumava veramente come un turco.

  •   Sempre questo simpatico abitante di Caracoi ci aveva raccontato che a volte d’inverno

Caracoi poteva essere ragggiunto soltanto andando in retromarcia.

E questo particolare mi ha ricordato il quartiere “Karaköy” di Istanbul che si trova in una zona ripidissima di Istanbul dove, a mio parere, sarebbe quasi impossibile salire in centro neanche in retromarcia.

E poi aveva concluso:

– D’inverno, quando c’è tanta neve, i ragazzi vanno con le slitte a scuola che si trova a valle e ritornano a piedi con le slitte sulle spalle. Eppure, come se non bastasse tutta quella fatica, vengono pure bocciati dal parroco!

Io ho replicato, anche se il parroco non c’era:

-E no, signor parroco! Non è giusto! Queste cose non si fanno ai ragazzi di Caracoi.

Se loro sanno venire  a scuola così dall’alto sapranno sicuramente imparare. Ma forse è Lei che non sa insegnare e fa fare figura “nera” a quei ragazzi di buona volontà di “Caracoi” “villaggionero”!

Asim Tanis

Asim Tanis
Professore in pensione di lingua Turca, fondatore della cattedra di Turcologia presso l'Università " Ca'Foscari" di Venezia e autore di varie opere tra cui il primo grande dizionario " Turco-Italiano, Italiano-Turco" e delle grammatiche per l'insegnamento del Turco agli italiani e degli italiani ai turchi.

1 Commento

  1. Ho visto che l’estensore dell’articolo “Mamma li Turchi”, ha letto tante cose ma non i cinque volumi DOCUMENTI ANTICHI “Regesto delle membrane del Capitolo della Cattedrale di Belluno” trascritte da Don F. Pellegrini, dove sono trascritte le prime notizie sugli insediamenti umani della Montagna di Bramezza.

    Cordiali Saluti

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