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Marefestival 2020
IX MAREFESTIVAL 2020

Marefestival 2020: Il Premio Troisi consegnato al regista Pupi Avati

Pupi Avati vita da film

Nel bellissimo paesaggio naturale delle Isole Eolie continua l’edizione numero nove di Marefestival, la manifestazione dedicata al grande attore scomparso Massimo Troisi, nei posti dove fu girato il film Il Postino.

Per la prima volta il claim è: “Quando c’è l’amore c’è tutto… no ch’ella è a’ salute”. Questa è una battuta famosa di Troisi, ed è lo slogan di IX Marefestival 2020, dal 23 al 26 luglio nel Comune di Malfa a Salina (ME), dedicato al tema cinema e promozione della salute nell’era post emergenza Covid-19.

La nostra passione per il cinema non si ferma a Carlo Verdone, ma prosegue il percorso artistico di tutti gli attori, registi e addetti ai lavori, tutta una famiglia che ci fa sognare.

Nello show serale è stata molto apprezzata dal pubblico l’esibizione di un gruppo di medici messinesi, i “Fikissimi” accompagnati dal chitarrista Gianluca Rando e la sorpresa del sassofonista Francesco Cafiso che ha voluto anticipare la sua presenza sul palco con un omaggio al compositore Ennio Morricone.

Premio Troisi

Seguendo ogni anno questa manifestazione, siamo lieti di comunicarvi che quest’anno il premio Troisi va al regista Pupi che annuncia: “Sto per girare il mio 51esimo film”.

L’occasione di Marefestival è rilevante per il settore del cinema, perché riunisce ogni mente pensante, per riuscire a superare questo momento drammatico.

Pupi Avati parla della pellicola dal titolo “Lei mi parla ancora” che vede come protagonista Renato Pozzetto, per la prima volta, in un ruolo drammatico. Il regista ha già portato sul grande schermo ruoli diversi di attori come, Diego Abatantuono in “Il regalo di Natale” ed Ezio Greggio in “Il papà di Giovanna”.

Il grande lavoro di Pupi Avati ha portato grande successo e anche in questo film traduce la versatilità artistica dell’attore in una nuova bella sceneggiatura.

Nella bellissima piazza di Malfa, sull’isola di Salina, il regista continua il racconto con gli esordi quando fu “scoperto” per caso da Ugo Tognazzi, che confondendo un copione e s’innamorò del primo film di Avati, dopo un secco no di Paolo Villaggio.

Pupi Avati continua poi il racconto con l’incontro della moglie Nicola, con cui è legato da oltre cinquantanni, la volontà di “uccidere” il fraterno amico Lucio Dalla, come lui bolognese, con cui suonava jazz per la sfegatata passione del clarinetto, e che invidiava perché era più talentuoso di lui.

Interessante è la storia con Federico Fellini, Mariangela Melato e altri “mostri” sacri del cinema italiano con cui è cresciuto e che ha amato più di ogni altra cosa.

Il messaggio sociale

Marefestival quest’anno vuole essere anche un palcoscenico sociale, purtroppo parlando dell’emergenza sanitaria che ci ha colpito tutti. S’incomincia parlando del gioco d’azzardo patologico e all’importanza della campagna antinfluenzale. Si è aperta una tavola rotonda dedicata alla salute collettiva.

Primo tema è del gioco d’azzardo patologico, cui ha preso parte oltre a Pupi Avati, il direttore generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, la responsabile Promozione della Salute e Comunicazione Dasoe Daniela Segreto, lo psicoterapeuta Giovanni Utano. Il risultato emerso dal dibattito è l’importanza delle campagne di comunicazione per prevenire la diffusione del gioco d’azzardo che può evolvere in vere e proprie patologie.

Secondo tema trattato riguarda il focus sui vaccini anti Covid-19, moderato dal medico Carlo Gargiulo, cui hanno preso parte oltre che a Daniela Segreto, il virologo Giulio Tarro, lo storico conduttore di “Elisir” su Rai Tre, Michele Mirabella, l’igienista Giuseppe Ruggeri, il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia e il direttore di Epidemiologia ASP Palermo Nicola Casuccio.

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