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Isola di Mazzorbo: itinerario

Mazzorbo tra arte e natura

Mazzorbo – Un itinerario tra arte e natura

Nel progettare un giorno di svago è possibile far quadrare le esigenze di tutta la famiglia?
Vi propongo un particolare itinerario che oltre a mettere assieme l’aspetto naturalistico con lo storico-artistico aggiunge il divertimento di realizzarlo in barca in uno scenario romantico come la laguna di Venezia. E per i costi? Ce n’è per tutte le tasche. Siete dei Paperon De Paperoni?
Potete avere una imbarcazione tutta per voi! Avete messo via solo il primo cent e non siete ancora dei Paperon de Paperoni? Ammortizzate i costi ed aggregatevi ad un gruppo: In compagnia è meglio! Oltre al capitano ognuno vi racconterà qualcosa anche di sé. Opate per il “bragozzo” o per una “sanpierotta”. In ogni caso di una barca avete bisogno. Molte di queste barche partono dai cantieri della terraferma, esempio da Altino, altre da Venezia o dalle isole stesse.

Da Altino verso Mazzorbo

Partendo da Altino in direzione Mazzorbo ciò che aggiunge un fascino particolare al viaggio è il lasciarsi alle spalle la terraferma, le sue valli e le anse dei canali d’acqua costeggiati dagli alti canneti per vedere poi aprirsi dinnanzi la laguna, abbassarsi i canneti e giungere ad una miriade di isole ed isolette ed, infine, percepire dall’odore che si è vicini al mare.
Iniziare il viaggio di mattina sarà un aprirsi alla natura mentre al ritorno, alla sera, il sentimento che vi prenderà sarà quello dell’involuzioe e la certezza dell’accoglienza-protezione della madre terra.
Al vostro passaggio si alzerano in volo uccelli fra i più svariati e comuni della laguna e voi tenterete invano di scattare loro foto meborabili. L’ecosistema lagunare sarà mantenuto dal poco pescaggio del bragozzo e di ciò sarete consapevoli fino a guardare con un certo fastidio le imbarcazioni che vi sfrecceranno accanto arrecando danno alla natura. Voi godrete del lento scivolare sull’acqua e loro di certo arriveranno prima ma non ameranno per sempre la laguna quanto voi!

L’isola di Torcello

Una prima tappa potrebbe essere la famosa isola di Torcello dove si rifugiarono le prime popolazioni cercandi di sfuggire alla furia distruttrice di Attila. Qui troverete due splendide chiese, resti romani e il famoso “ponte del Diavolo” per citare solo le principali attrazioni turistiche.
Non mancate di fare tappa a Burano dalle case di mille colori, ricca di pizzi e merletti preziosi, patria di Galuppi e lì assaggiate i tipici biscotti “buranei” se proprio non potete anche fermarvi per un assaggio di frittura di pesce.
Mai stati a Mazzorbo? Ci si arriva anche da Burano però se avete poco tempo non perdetevi l’isola chiamata “San Francesco del Deserto o della Vigna”. Il misticismo potrebbe convincervi che quello è un posto per sentire Dio. Senz’altro vi verrà voglia di ripete l’esperienza di viaggio e allora potrete concedervi di visitare loghi meno battuti dal turismo di massa e cogliere la vera essenza di queste terre fermandovi a Sant’Andrea, Sant’Erasmo e le Vignole.
Però, anche se è la prima volta concedetevi di sostare almeno un pò fra le isole considerate minori e fuori dal circuito turistico. Mettetevi d’accordo con il Capitano e cercate di raggiungere isolette sperdute dell’interno lagunare: sarete veramente a contatto con il senso d’infinito e grandezza dell’universo.

Silvana Foffano

Silvana Foffano
Dopo un periodo di studi e lavoro nel settore architettura mi sono dedicata all'insegnamento ricavandone motivazione e soddisfazione.Ho proseguito i miei studi nell'ambito della formazione specialistica per poter acquisire le metodologie utili all'apprendimento, in relazione al quale ho svolto attività di docenza per conto dell'Università "Cà Foscari" di Venezia.Attualmente sono Docente Discipline Geometriche, Architettoniche, Scenografia, Arredamento presso Scuole Medie Statali di I° e II° grado.

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