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Pensare è la massima risorsa dell’uomo
(E. De Bono)

La maggior difficoltà che si riscontra nel pensare è data dalla confusione,dice E. De Bono… e dal farci prendere da essa… finisco la frase io!

Certo non penso nemmeno per un attimo di competere con un grande studioso del calibro di Edward De Bono su quanto ha scritto ma vorrei ragionarci con voi. Per questo non serve che vi compriate libri o scarichiate da internet sintesi del suo pensiero in merito… perché in realtà cercherò di farla semplice. Ciò di cui ci dà la chiave è veramente illuminante.

Riprendiamo il filo del discorso… Si parlava di confusione, ma non di quella che facciamo con le azioni concrete, quanto la confusione nel pensare. Spesso siamo di fretta ma questa non aiuta, se ci fermiamo un momento a riflettere possiamo chiarire, mettere ordine perché i diversi aspetti  in cui si può “osservare un pensiero” possono sgomberare il campo di lettura e farci intravvedere nuovi orizzonti.

Quante volte abbiamo detto: “Non ci capisco più niente!”

In altri casi si deve analizzare ciò che pensiamo sotto diversi punti di vista per risolvere o creare o scegliere. In sintesi “cerchiamo i pro ed i contro!”.

In altri momenti potrebbe esser necessario guardare distaccatamente un problema mentre invece ci facciamo trasportare dalle emozioni (delle donne poi si dice di tutto e di più circa l’essere mosse dall’istinto ma, ricordiamocelo, anche questo è un pregiudizio!). È da sapere anche che la persona essendo il frutto di infinite esperienze di pensiero è nella situazione di poter essere influenzata e condizionata mentre, a volte, è necessario possedere chiavi di lettura diverse per “venirne fuori”.

È ciò che propone E. De Bono analizzando in sei diversi aspetti il modo di pensare.

Per concretizzare escogita di pensare al pensiero fingendo di indossare dei cappelli colorati ma, a me, piace di più l’idea di assumere di volta in volta un “abito mentale colorato” e viene fuori una specie di arcobaleno!

Prima però il tutto va diviso in modo da scandagliare le parti per ricucire. E chi era quel grande che diceva: il tutto è più della somma delle parti? (Gestalt )

Si tratta di recitare diverse parti ed assumere il punto dell’osservatore che si mette intenzionalmente:

[list type=”arrow”][li]l’abito rosso per farsi trasportare dalle emozioni e poter dire: mi piace![/li]

[li]L’abito bianco per fare una descrizione di fatti o credenze,[/li]

[li]L’abito nero per fare il criticone pessimista[/li]

[li]Quello giallo per farsi guidare dalla luce del sole e guardare con occhio positivo (il famoso bicchiere mezzo pieno!)[/li]

[li]Di verde per sentirci dei creativi[/li]

[li]L’abito blu per diventare dei direttori ed orchestrare i nostri pensieri.[/li]

[/list]

A cosa serve pensare con diversi “abiti mentali”? A pensare meglio direte voi! Vero!… Ma diventerete anche più intelligenti perché pensare è l’azione che più piace alle nostre sinapsi.

Silvana Foffano

Dopo un periodo di studi e lavoro nel settore architettura mi sono dedicata all'insegnamento ricavandone motivazione e soddisfazione.Ho proseguito i miei studi nell'ambito della formazione specialistica per poter acquisire le metodologie utili all'apprendimento, in relazione al quale ho svolto attività di docenza per conto dell'Università "Cà Foscari" di Venezia.Attualmente sono Docente Discipline Geometriche, Architettoniche, Scenografia, Arredamento presso Scuole Medie Statali di I° e II° grado.

2 commenti

  1. silvana foffano

    Ti ringrazio Gianluca del commento. Ho trovato molto interessante il caso d’uso applicato alla pratica del tennis che non conoscevo. La teoria di E. De Bono “I sei cappelli per pensare” è sperimentalmente insegnata in diverse scuole spagnole e latino-americane ed i risultati sono incoraggianti con prestazioni migliori in diverse aree dell’intelligenza.
    Credo che lo sport sia una delle attività che più si prestano ad applicare queste tecniche visto che molto spesso vi è la necessità di prendere decisioni in tempi rapidi e risolutivi ed essere “sul pezzo” ma con una visione d’insieme.

  2. cara Silvana trovo molto interessante il tuo articolo e i tuoi riferimenti ad E. De Bono. Le sue teorie sul pensiero verticale e laterale hanno rappresentato la base del primo studio “scientifico” al mondo sul metodo spagnolo di allenamento nel tennis che ho fatto nel 2009 pubblicato da Il Tennis Italiano.

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