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Safarà Editore. Intervista all’editore.

Intervista all’editore Guido Pascotto – SAFARÀ editore.

Fare l’editore non è facile. Come ha iniziato Guido Pascotto di SAFARA’ Editore? Dieci anni fa con un negozio di fumetti diventato punto di riferimento nella provincia di Pordenone.  Oggi sono una casa editrice in rapida crescita, una fucina di idee nonostante e contro la crisi. Gli uffici della casa editrice sorgono, quasi simbolicamente, sopra le stanze del negozio di fumetti tuttora esistente, a Torre di Pordenone in via Piave 26. Guido Giuseppe Pascotto è il direttore editoriale di Safarà Editore, che pubblica romanzi per adulti e per ragazzi, libri dell’orrore, saggi e fumetti. Realtà multiforme e in continua crescita, che si presenta con il suo nuovo sito bilingue www.safaraeditore.com.

Editore di Safarà Editore.

Editore di Safarà Editore.

Qual è stata la genesi di Safarà Editore?

Il fumetto è stata la nostra culla. Nel 2004 abbiamo aperto il negozio Safarà, frequentato da talentuosi fumettisti e situato in     una città davvero effervescente per quanto riguarda il fumetto. La nostra prima pubblicazione, Aztlan di Gianluca Maconi, allievo di Giulio De Vita, diventa nel 2007 il best seller tra le case editrici indipendenti. Fu solo il primo dei nostri fumetti, fra cui Leo Pulp, Iron Cops, per arrivare all’ultimo Il verde bisbiglio ed il viola pensiero (2013). Da un decennio siamo vicini a questo mondo, a partire dal nome dylandoghiano e dalla cura di alcuni eventi per noi indimenticabili: la collaborazione con Fiumettopoli (2004-2005) e Pordenonelegge (2009) e con le scuole, l’evento presso Villa Manin K – The Art of Living Comix     (giugno 2011), il cinquantesimo di Diabolik a Palazzo d’Attimis a Maniago (2012).

Come mai la decisione di passare alla narrativa?

Grazie all’artigliere alpino Mattia Uboldi, l’autore del nostro primo romanzo Memorie dimenticate (2008, 5.000 copie  vendute) abbiamo intrapreso una stretta collaborazione con l’ A.N.A., prima di Udine e poi nazionale, e anche con il  Ministero della Difesa in un progetto contro la dimenticanza. Dal 2012 i libri sono diventati la nostra occupazione prevalente e da allora lo sono sempre stati.

Che cosa pubblica Safarà Editore?

Nel 2011 abbiamo deliberatamente scelto di remare contro l’idea e i consigli della maggioranza degli addetti al settore, che ci suggerivano di iper-specializzarci in un genere e di coltivarlo esclusivamente, come fanno in molti. Strategia vincente almeno sul fronte della riconoscibilità. Ma noi non vogliamo precluderci nessuna buona idea. E la scelta di differenziarci dagli altri è stata ed è oggi la nostra salvezza e il nostro fuoco: ogni giorno arrivano nuovi incarichi, slanci e stimoli che altrimenti avremmo preventivamente soffocato. Non c’è un progetto valido che nella nostra redazione non possa mettere radici e crescere.

Le nuove sfide sulle quali state faticando tu e il tuo staff?

La mano che pensa, il nostro primo saggio di architettura, la prima edizione italiana di un classico del celebre architetto finnico Juhani Pallasmaa. Per capirci, come notorietà è in Finlandia il nostro Umberto Eco. Il 26 febbraio lo presenteremo in anteprima a Milano presso l’Eco Bookshop di Valcucine. Si tratta di un nuovo modo di pensare l’architettura, in un rapporto attento e consapevole fra uomo-ambiente-edificio.

Stiamo inoltre approfondendo i nostri contatti con l’università per la realizzazione di alcune pubblicazioni saggistiche. È da poco uscito il primo romanzo della nostra nuova collana dell’orrore, L’Uomo Nero: sappiamo che oggigiorno è un genere letterario in declino, ma ci crediamo lo stesso e ci investiamo. Stiamo lavorando anche ad un progetto europeo sul fumetto. Fra qualche mese usciremo con un saggio politico a trent’anni dalla morte di Berlinguer. Basta?

“12 anni schiavo” vi avvicina invece al mondo del cinema e della traduzione di classici stranieri.

Crediamo molto in questo progetto: è la prima traduzione in italiano di un romanzo meraviglioso, sulla storia di un uomo libero reso schiavo per 12 anni. La pubblicazione della nostra edizione avverrà il 20 febbraio, in contemporanea all’uscita nelle sale del film, candidato a 9 Premi Oscar fra cui Miglior film, vincitore del premio del pubblico del Toronto International Film Festival 2013 e del Golden Globe 2014 come migliore film drammatico.

Quali i progetti per l’immediato futuro?

Potenziare la distribuzione e il rapporto diretto con il lettore. Vanno in questa direzione la cura della piccola e della grande distribuzione, almeno nel Nord-Est, la nostra presenza negli e-Commerce, alle fiere, le presentazioni nei locali magari in orario di aperitivo con musica e letture. Vogliamo stare tra la gente e far capire che con la letteratura e le arti ci si arricchisce e al tempo stesso si sogna e ci si diverte.

Di difficoltà del mestiere ce ne sono?

A nessuno verrebbe in mente di costruirsi un’auto con le proprie mani, eppure nel mondo dell’editoria si sta diffondendo sempre più l’idea che il libro uno se lo possa anche fare da solo: è il fenomeno del self publishing e dell’editoria a pagamento, una mania con molte insidie. Safarà si oppone al flusso continuo di libri, a pagine stampate fuori controllo che non verranno mai lette. Per questo della selezione e della cura del prodotto libro, sia nella forma che nel contenuto, ne facciamo il nostro vanto perché non tutti possono permettersi di fare gli scrittori o gli editori, soprattutto in Italia, dove il numero degli scrittori supera quello dei lettori. Eppure il tipo dell’italiano medio fatica a comprenderlo, presuntuoso com’è. Nel macrocosmo delle aziende questo si trasforma in rifiuto e diffidenza verso qualsiasi tipo di collaborazione con chi opera nello stesso settore. Eppure finché le case editrici continueranno ad essere parti a sé stanti di un organismo sfilacciato costituito da editori per lo più campanilistici e invidiosi e non daranno vita a dei  gruppi di lavoro e di crescita con gli stessi obiettivi, sarà difficile trovare una soluzione ai problemi comuni contro i quali tutti, nel campo editoriale, dobbiamo lottare ogni giorno.

Elisa Marini

Marca Aperta

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