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Spesometro

Spesometro o Redditometro.

Cosa è lo spesometro ed a cosa serve? Lo spesometro o redditometro è uno strumento di accertamento sintetico del reddito, che permette al fisco italiano di determinare in modo indiretto il reddito complessivo del contribuente. Come? Andando a vedere quanto spende. Il Fisco chiede le transazioni effettuate via POS superiori a 3.600 euro lordi a tutti i commercianti.

Spesometro e reddito congruo

Spesometro e redditometro segnalano la capacità contributiva e l’Agenzia delle Entrate prende come riferimento il possesso o la disponibilità di alcuni beni indicatori di reddito e li associa ad un livello di reddito, con coefficienti tratti da un Decreto ministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.  In questo modo individua il reddito “congruo“. I redditi associati ai beni posseduti vengono sommati, dando vita al reddito sintetico accertato in capo al contribuente.

Fisco – Scostamento ed accertamento

Poi il Fisco mette a confronto il reddito dichiarato con quello congruo: se il reddito individuato risulta maggiore rispetto a quello dichiarato, con scostamento superiore a 1/5, il Fisco procede all’accertamento. Se il contribuente ha potuto permettersi certe spese, avrà dovuto pur finanziarle in un certo modo, che il fisco pensa sia reddito in nero.
Il contribuente deve dimostrare che il mantenimento dei beni che risultano in suo possesso è finanziato da redditi esenti (e come tali non suscettibili di dichiarazione), da smobilizzi patrimoniali, da elargizioni del coniuge o genitore o, in generale, offrire qualunque giustificazione che escluda la percezione di redditi non dichiarati al fisco. Le istruzioni per la comunicazione IVA su acquisti POS

Spesometro – transazioni effettuate via POS.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente una direttiva per le specifiche tecniche per lo Spesometro relativamente agli acquisti via POS, che fanno seguito a quanto concordato con le associazioni di categoria. Sono stati risolti i problemi relativi alla trasmissione delle informazioni sulle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo pari o superiore a 3.600 euro (al lordo dell’IVA), che riguardino pagamenti mediante moneta elettronica (carte di credito, di debito o prepagate).

POS superiore a 3.600 euro lordi

Cosa dispone questo provvedimento? Dispone la pubblicazione del tracciato record per la comunicazione delle operazioni rilevanti a fini IVA di importo pari o superiore a 3.600 euro effettuate tramite POS. La comunicazione all’Anagrafe tributaria deve essere effettuata entro il 12 novembre 2013 da parte degli operatori finanziari (articolo 7, sesto comma del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605) che emettono carte di credito, di debito o prepagate e riguarda le operazioni di acquisto effettuate dal consumatore finale a partire dal 6 luglio fino al 31 dicembre 2011. Si tratta dell’adempimento previsto in attuazione dell’articolo 23, comma 41, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98. Gli operatori finanziari quindi segnaleranno al Fisco se avete fatto qualche acquisto importante superiore alla cifra citata. Consiglio pratico conservate le ricevute di tutti gli acquisti fatti, documentazione di prestiti, donazioni e qualsiasi altra operazione che abbia valore anche minimo.    Quindi riassumendo.

Operazioni con fattura

dovranno essere obbligatoriamente comunicate tutte le operazioni attive e passive indipendentemente dall’importo; la comunicazione delle suddette operazioni è diventata obbligatoria, variazione sostanziale rispetto alla precedente disciplina. Per quanto riguarda i dati all’interno del modello: dovrà essere segnalata la comunicazione cumulativa, ovvero dovrà essere comunicato il complesso delle operazioni intercorse con ciascun cliente e fornitore.

Operazioni senza fattura

La comunicazione come spiegato sarà obbligatoria solo per quelle operazioni il cui importo sia pari o superiore a 3.600 euro.

Spesometro e pagamenti elettronici

Pagamenti effettuati con carta di credito: escluse dall’obbligo di segnalazione tutte quelle operazioni di acquisti di beni e servizi, effettuate da soggetti passivi IVA nei confronti di privati (extra Ue e See), nell’eventualità in cui le stesse siano regolate tramite carta di credito, di debito o prepagata emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione. Se le carte di credito, di debito o prepagate sono emesse da operatori finanziari non residenti nel territorio nazionale non rientrano ovviamente nella regolamentazione italiana dello spesometro.

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