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Viaggio a Butrinto
Viaggio a Butrinto

Butrinto

Viaggio a Butrinto – Toro Ferito.

Butrinto, sito archeologico più importante dei Balcani se non dell’intera Europa merita un viaggio perché riempie la mente di conoscenza mentre si viaggio al confine tra Albania e Grecia. Vicino al confine su una collina vicina al Canale di Vivari si trova Butrinto (in albanese Butrint o Butrinti) che significa “toro ferito” chiamato così perché i primi coloni che arrivarono avevano con se un toro feritosi su una nave.

BUTRINTO---I-TEMPLI-AGLI-DEI

Butrinto – templi degli dei.

Sito strategico

Butrinto è stata nei secoli una città epirota, cioè portuale e posta di fronte all’isola di Corfù, una colonia romana e un vescovado. I segni di questi periodi sono venuti alla luce grazie agli scavi condotti da specialisti di ogni parte del mondo e da studenti albanesi di archeologia: i resti archeologici più antichi risalgono ad un periodo che va dal X all’VIII secolo prima dell’era Cristiana. L’accesso allo stretto di Corfù faceva di Butrinto un sito di elevata importanza strategica tanto che nel 1959 le rovine vennero visitate da Nikita Krusčëv, il quale suggerì a Enver Hoxa, l’antico dittatore dell’Albania prima della caduta del Muro di Berlino e la cui salma riposa oggi nel mausoleo di Tirana, di convertire l’area in una base sottomarina.

BUTRINTO---CATTEDRALE-CRISTIANA

Butrinto – Cattedrale cristiana.

Viaggio sereno 

Camminando sul percorso della visita ci si avvicina e ci si addentra in questi resti di edifici e la sensazione che pervade è quella di  serenità: le civiltà succedutesi nei secoli hanno trovato in questo luogo periodi di prosperità e pace; il tempio ad Asclepio, il dio  della medicina, l’agorà o piazza, la fortezza, il battistero, la cattedrale cristiana, l’acquedotto e il teatro sono i segni che i diversi  popoli hanno lasciato a testimonianza della loro esistenza resistendo anche alla distruzione di un terribile terremoto avvenuto nel  III secolo dopo Cristo.

Scavi italiani

 A Butrinto i primi moderni scavi archeologici incominciarono nel 1928 quando il governo fascista di Mussolini mandò una spedizione;  gli scopi oltre che scientifici avevano anche ragioni geopolitiche, puntando ad estendere l’egemonia italiana nella zona. La spedizione era diretta da un archeologo italiano, Luigi Maria Ugolini, che fece un ottimo lavoro. Ugolini morì nel 1936, ma gli scavi continuarono fino al 1943, quando furono fermati durante Seconda Guerra Mondiale. Vennero riportate alla luce la città romana e la città ellenistica, comprese la Porta dei Leoni e le Porte Scee, chiamate così da Ugolini in ricordo delle famose porte di Troia nominate nell’Iliade di Omero.

Butrinto Patrimonio dell’UNESCO.

A Butrinto, dopo che il governo comunista di Enver Hoxa prese il potere nel 1944, le missioni archeologiche straniere vennero bandite. Il lavoro venne proseguito da archeologi albanesi, fra i quali Hasan Ceka. Negli anni Settanta del secolo scorso l’Istituto Albanese di Archeologia intraprese una campagna di scavi su larga scala in quest’area e come scritto nel precedente numero di Marca Aperta, nel 2005 essa è diventata patrimonio dell’UNESCO.

Butrinto può essere un modello di come le comunità locali in paesi in via di sviluppo possono essere responsabilizzate attraverso l’utilizzo sostenibile del patrimonio culturale.

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Mario Fontana

Mario Fontana
Imprenditore e libero professionista con esperienze maturate in ambito amministrativo e finanziario presso aziende di media-grande dimensione in Italia ed estero.Docente di contabilità e specialista del Bilancio Sociale o Rapporto di Sostenibilità. Fondatore della MF Soluzioni Aziendali, impresa che opera nel campo della consulenza aziendale per operazioni societarie, commodities, investimenti ed in outsourcing amministrazione e commerciale.

2 commenti

  1. Marca Aperta

    Gent. Antonio,
    La ringraziamo per il messaggio ed i consigli di cui terremo conto. Come ha notato “Marca Aperta” ha cambiato da tempo proprietà, sede ed anche linea editoriale. Niente politica e niente cronaca, niente Gossip. Sono temi che vengono superati ogni ora da nuove notizie e la rivista uscirebbe già vecchia. Valuteremo però il suo consiglio per il sito online che ha un’altra velocità ed un target diverso.
    Intanto “Marca Aperta” è cambiata da rivista di Montebelluna a rivista di tutta la Marca Trevigiana ( distribuiamo MA fino a Pordenone) che ama la cultura a 360 gradi, senza dimenticare le nostre radici. Per questo motivo ora pubblichiamo libri come quello di Luigino Troncon che è ormai pronto alla pubblicazione ed ha più di 4.000 copie già prenotate.
    La collega Giuliana Merotto ha certamente dei meriti nel aver mantenuto viva la rivista per tanti anni, ma ora i tempi e le persone sono cambiati. Anche “Marca Aperta” ha voluto cambiare e rinnovarsi percorrendo strade nuove. Stiamo coltivando rapporti culturali con il consolato Romeno e sabato 15 febbraio alle ore 18, come casa editrice, presenteremo alla Libreria Lovat di Treviso il nostro primo libro che parla di diamanti. Lei naturalmente sarà nostro gradito ospite assieme a tutti i lettori di “Marca Aperta”. Cordiali saluti Rossi Adriano ( dir.resp.)

  2. Leggo da alcuni anni Marca Aperta e osservo quanto segue. A mio avviso una rivista deve trattare di cronaca e politica. Alla gente interessa questo, molto più dei Lingotti d’Oro. I vostri articoli sono di riflessione, ma del tutto sganciati dalla cronaca e dalla politica. L’euro, l’Oro, i pannelli solari, la Grande Guerra, un inqualificabile “dialettologo” che ne fa della rivista un’immagine di campagna, investire in Qatar che non so nemmeno dove sia. Nell’era del dominio digitale, il Signor Troncon, parla del Pito. Avrà un target anziano, ma dubito che i pensionati comprino pubblicità. Davanti a me i numeri anche della precedente gestione Merotto. La Merotto mi pare facesse più pubblicità, ma aveva intuito almeno due cose. Che da noi domina la Lega, che a Montebelluna l’Amministrazione è leghista e che la politica, soprattutto quando è di bassa lega (ops!) fa tiratura. Oggi “vende” Grillo e Berlusconi, mica Bersani. Il vostro sottotono non è moderazione, ma poco invitante. Inoltre, l’insistere in ogni numero sulla Romania -oggi anche con un giornalista rumeno- mi fa pensare ad un contratto con un’agenzia turistica. Adoro la Romania, ma per favore posso andare a Vienna? Cordialità. Antonio Spinoza.

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