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Il Fanciullino Pascoli
Il Fanciullino - Pascoli

Il Fanciullino del Pascoli raccontato da un maturando

Il Fanciullino

Il Fanciullino è un’opera del Pascoli. La pubblicazione avviene in varie fasi tra il 1897 e il 1907. Questo saggio è fondamentale perché espone la poetica del fanciullino.

Pascoli definisce “fanciullino” il modo di approcciarsi alla realtà dei bambini, perché guardano il mondo con meraviglia e curiosità. Così il poeta sostiene che dentro ognuno di noi c’è un fanciullo che vede la natura con spensieratezza, meraviglia, ingenuità e immaginazione, di chi guarda il mondo per la prima volta.

Nell’opera dice che quando si diventa grandi diminuisce questa capacità, perché impegnati dal lavoro e nelle attività quotidiane e per questo non c’è più il tempo di meravigliarsi.

Quel fanciullino non scompare del tutto, ma è solo coperto dal lavoro, dai soldi e dagli impegni. Pascoli descrive il comportamento del fanciullino in questo modo:

  • ha paura del buio perché pensa di vedere cose fantastiche,
  • allo stesso tempo anche di giorno sogna ad occhi aperti e poi ricorda cose che non ha mai visto, ma che ha solo immaginato,
  • parla agli animali e alla natura come agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle,
  • scopre fantasmi o presenze segrete nella natura che egli riesce a vedere quando l’uomo adulto non è più in grado si scoprire,
  • piange e ride senza sapere perché, ma ride e piange per cose che gli uomini adulti non riescono a capire,
  • nei momenti più tristi egli riesce a dire una frase da bimbo che salva gli adulti dalla disperazione.

Solo il poeta riesce a parlare la stessa lingua del fanciullino perché anche lui guarda la realtà con stupore e trova corrispondenze tra le cose. Inoltre percepisce il linguaggio degli elementi naturali e per questo lo ripropone anche nel suo stile poetico pieno di figure retoriche.

Questa caratteristica e queste tematiche, avvicinano Pascoli al Decadentismo e al movimento simbolista.

Simbolismo

Il Simbolismo è un movimento che nasce in Francia nella seconda meta dell’Ottocento e vuole celebrare le misteriose presenze che si trovano nella natura. I poeti simbolisti vedono nella realtà che li circonda simboli e segni di una realtà nuova.

Per raggiungere il mistero e il divino che si nasconde oltre le apparenze i poeti simbolisti utilizzano le figure retoriche che servono al poeta per evocare e suggerire al lettore ciò che non è in grado di cogliere.

Il poeta è l’unico adulto capace di vedere oltre le apparenze quindi il suo linguaggio poetico è il tramite tra il fanciullino e le persone adulte. Il poeta è l’unico in grado di tradurre e svelare i significati del mondo per gli uomini.

Socialità

Il Fanciullino ha anche un valore sociale perché non conosce la violenza, quindi rianimare di animo fanciullesco, quello che è introspettivo. Questa ideale sociale dell’uguaglianza e la parità delle classi sociali lo riprende anche nella poesia rifiutando la tradizione e dando spazio alle piccole cose, quelle quotidiane e umili.

Pascoli come i Simbolisti francesi considera la poesia come un metodo di conoscenza che si basa sull’intuizione e sulla sensibilità, quindi preferisce le piccole cose che mostrano tutto il proprio valore simbolico. La poesia di Pascoli è molto lineare e centrata sugli elementi della natura.

La natura nelle sue poesie è ambivalente: certe volte la vediamo rappresentata come un porto sicuro che protegge, altre volte invece è malvagia perché ricorda a Pascoli i lutti e la sofferenza.

Questa concezione di una poesia allusiva è caratteristica del decadentismo, un movimento che convive con il Verismo e il Positivismo ma dai quali si allontana per mentalità e ideologia.

Infatti questi movimenti sostengono che il mondo può essere conosciuto attraverso la ragione e la scienza, mentre i decadenti credono che oltre l’apparenza e le leggi della scienza esista un realtà misteriosa e mistica che non può essere spiegata dall’intelletto.

Susanna Coriandoli

Insegnante di materie umanistiche e scrittrice.

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