Home / Cultura / Omaggio a Giovanni Morelli allo Squero con il Quartetto di Venezia
Quartetto di Venezia
Quartetto di Venezia

Omaggio a Giovanni Morelli allo Squero con il Quartetto di Venezia

Omaggio a Giovanni Morelli

La stagione dei concerti all’Auditorium Lo Squero dell’Isola di S. Giorgio Maggiore continua il 15 maggio con il Quartetto di Venezia. La compagine musicale si esibisce in un concerto dedicato a Giovanni Morelli, anima musicale della Fondazione Cini dal 1985 alla scomparsa.

In programma musiche di Bach e Beethoven. Inizia così la stagione di concerti 2021 allo Squero, officina per gondole sull’isola di S. Giorgio Maggiore divenuta un Auditorium mozzafiato con vista sulla laguna. Ad aprire la rassegna sarà il Quartetto di Venezia, definito da Sandro Cappelletto uno degli ensemble più affidabili, curiosi e sensibili del panorama musicale italiano.

Il concerto è organizzato in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini ed è dedicato al musicologo Giovanni Morelli, per trent’anni anima musicale della Fondazione.

Programma

Il programma del concerto comprende la Passacaglia e Fuga BWV 582 di Bach trascritta da J. Jorgensen e il Quartetto in Si bemolle maggiore op. 130 di Beethoven. Composta da Bach in età giovanile, la Passacaglia è interamente basata su un basso ostinato di quindici note che viene sviluppato in una serie di variazioni famose e interpretate.

Una straordinaria costruzione architettonica che lascia trasparire alcune emozionanti citazioni di corali luterani e termina con un febbrile Tema fugato la cui trama emerge particolarmente bene nella trascrizione per quartetto d’archi. Il Quartetto op. 130 di Beethoven era uno dei più amati dal compositore per la sua straordinaria capacità di evocare i più diversi stati d’animo umani.

Sei i movimenti che lo compongono, tra cui uno Scherzo teso e di colore scuro, una Danza tedesca e una Cavatina così emozionante da esser stata scelta per l’inclusione nel Voyager Golden Record, il disco d’oro inviato nello spazio dalla NASA per comunicare ad eventuali alieni che c’è vita sulla Terra. L’ultimo movimento, scritto per sostituire la Grande Fuga divenuta una composizione autonoma, è l’ultimo brano che Beethoven scrisse prima di morire.

Due capolavori, insomma, per un concerto che promette di coinvolgere profondamente tanto il pubblico quanto i musicisti: «Felici di tornare a condividere con il pubblico le vere emozioni di un concerto dal vivo», si entusiasma il primo violino Andrea Vio parlando a nome di tutto il quartetto. Un programma di grande spessore che sarà in grado di accogliere nel modo migliore gli ascoltatori di ritorno in sala dopo la lunga sospensione degli spettacoli in presenza.

Marca Aperta

Rivista di informazione e cultura.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*